Supplenti nelle scuole: resta alta la percentuale

ottobre 27th, 2016 | by Redazione
Supplenti nelle scuole: resta alta la percentuale
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L’anno scolastico ormai in corso conferma che resta alta la percentuale di supplenti nelle scuole italiane; è un dato determinato dagli esiti insoddisfacenti delle prove del Concorso docenti che hanno decretato un alto numero di candidati bocciati; tutto ciò senza trascurare le difficoltà incontrate dalle legge 107 che ancora non si dimostra in grado di risolvere i problemi relativi al precariato. Da un primo monitoraggio, dunque, l’anno scolastico 2016-2017 ha visto un inizio tormentato per quanto riguarda le cattedre da ricoprire, perché ci si è trovati senza un professore di ruolo su tre. Questo problema è stato affrontato ricorrendo a più di 100mila insegnanti assunti a tempo determinato, provocando così la medesima deficienza emersa lo scorso anno.

Non è stata presa in considerazione da parte del MIUR un’altra opzione che avrebbe potuto risolvere la questione dei supplenti nelle scuole: si sarebbe potuto intervenire, infatti, attuando un adeguamento dei posti dell’organico di fatto in organico di diritto. Inoltre, il concorso a cattedra bandito nel corso dell’estate 2016 non è riuscito a risolvere questa incombenza che, anzi, si è aggravata a causa dell’alta percentuale di candidati bocciati. Dal momento che il numero di vincitori è inferiore a quello dei posti disponibili per l’assegnazione finale (il bando prevedeva un totale di 63.000 vincitori), si è reso impossibile ottenere la copertura di tutte le cattedre. In pratica, circa il 75% dei posti messi a concorso non è andato in ruolo; allo stesso tempo, però, un significativo numero di posti messi a concorso non ha ottenuto la disponibilità delle cattedre.

La presenza di supplenti nelle scuole

L’inizio dell’anno scolastico 2016-2017 è stato contrassegnato da una percentuale di supplenti nelle scuole pari quasi a quella dell’anno scorso (il 13% del totale di docenti), ma ci sono istituti che hanno deciso di ovviare alla mancanza di docenti attraverso la chiamata diretta: in diverse scuole gli Uffici scolastici regionali, dove i dirigenti scolastici non hanno trovato un candidato adatto al piano dell’offerta formativa della propria scuola, hanno conferito la copertura delle cattedre senza tener conto dei criteri di assegnazione regolare; hanno, così, fornito una copertura in un lasso di tempo più esteso chiamando a ricoprire i posti a docenti che non corrispondono a quel ruolo.

Anche in questo caso la riforma della Buona scuola ha dimostrato di non saper ancora fronteggiare delle situazioni critiche su cui si deve lavorare molto; attualmente, per coprire i vuoti emersi in diverse classi di istituti scolastici primari e secondari, si fa ricorso ad un tasso di supplenti nelle scuole troppo elevato.

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