Piano nazionale per la formazione dei docenti: i punti centrali

novembre 9th, 2016 | by Redazione
Piano nazionale per la formazione dei docenti: i punti centrali
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La legge n. 107/2015 ha focalizzato l’attenzione sull’importanza della qualità dell’istruzione, una condizione che influenza la stessa formazione degli studenti. Questo punto centrale nella politica di miglioramento del sistema scolastico, in linea con gli standard internazionali, ha trovato attuazione con la pubblicazione del Piano nazionale per la formazione dei docenti 2016-2019. In questo modo, si attribuisce alla formazione la valenza di un dovere professionale che va perseguito nel corso di tutta la carriera del docente, assumendo così un’importanza strategica da impostare su dei veri e propri standard professionali.

Con questo progetto si cerca di equilibrare a livello nazionale le azioni formative mediante la descrizione degli indirizzi strategici e delle regole di funzionamento; anche le istituzioni scolastiche giocano un ruolo fondamentale, avendo il compito di potenziare il loro grado di autonomia scolastica. Non bisogna trascurare, poi, le ricadute su ogni singolo docente che potrà in questo modo beneficiare di un iter professionale continuo.

Per favorire l’accrescimento della professionalità degli insegnanti italiani è stato impostato, attraverso il Piano nazionale per la formazione dei docenti, un approccio sistematico che tiene conto di diversi ambiti tematici quali: l’alternanza scuola lavoro, l’utilizzo del digitale e delle lingue, la prevenzione del disagio giovanile, l’autonomia di tipo didattico; tra questi aspetti acquista grande rilevanza la formazione sulle lingue che coinvolgerà 130.000 insegnanti, con l’obiettivo di alzare significativamente il livello di competenza linguistica. Sono previsti, inoltre, dei percorsi sulla metodologia CLIL (Content Language Integrated Learning) che suggeriscono una forma di apprendimento integrato di lingua e contenuto.

Piano nazionale per la formazione dei docenti: portfolio professionale

Ogni istituto scolastico può, dunque, impostare un’offerta formativa personale stabilendo dei percorsi specifici assoggettati a delle nuove procedure di accreditamento dei soggetti fornitori, che permetteranno di controllare gli standard offerti. Devono essere inserite nel Piano nazionale per la formazione dei docenti triennale tutte le azioni formative di ogni istituto; questo deve avvenire in coerenza con le scelte del Collegio Docenti, che progetta il piano tenendo conto degli indirizzi del dirigente scolastico. La proposta formativa si articola in diverse attività, ripartite in Unità Formative: queste devono indicare la struttura del percorso formativo, che deve includere non solo le attività in presenza, ma anche gli altri appuntamenti che contribuiscono ad incrementare le competenze professionali di tipo generale.

In base a quanto stabilito dai diversi punti relativi alla legge n. 107/2015, ciascun insegnante può impostare un proprio Piano nazionale per la formazione dei docenti individuale che entrerà a far parte di un portfolio digitale contenente la storia formativa e professionale dell’insegnante. Questa documentazione prevede il curriculum vitae del docente e le sue competenze professionali, ovvero le unità formative acquisite nel corso della partecipazione al progetto formativo scolastico. Nello specifico, il portfolio professionale fornisce all’amministrazione le informazioni che riguardano il percorso professionale dei docenti; in questo modo, i dirigenti scolastici possono valutare le competenze degli insegnanti da scegliere per l’assegnazione dell’incarico triennale mediante chiamata diretta.

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