L’Università italiana è tornata a crescere: i dati dell’anno accademico 2016-2017

giugno 16th, 2017 | by Redazione
L’Università italiana è tornata a crescere: i dati dell’anno accademico 2016-2017
Cronaca Scuola
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In base ai dati raccolti dal ministero dell’Istruzione, relativi all’ultimo anno accademico 2016-2017 si è registrato il più significativo incremento degli ultimi quattordici anni a testimonianza del fatto che l’università italiana è tornata a crescere. Le immatricolazioni del 2016-2017 hanno registrato un trend di crescita con un totale di 12mila iscritti in più rispetto alla stagione precedente (4,3 % di crescita). Si è così registrata un’inversione di tendenza rispetto agli anni passati caratterizzati da un trend negativo con una discesa delle iscrizioni presso gli atenei italiani iniziata nel 2004. L’università italiana è tornata a crescere non solo al Nord ma anche al Sud, e tra le facoltà più gettonate ci sono i dipartimenti di Ingegneria e di Economia.

Università italiana è tornata a crescere: gli atenei del Sud interessati dall’incremento

Università italiana in crescita nel 2016/17L’indagine condotta dal Miur, che ha evidenziato come l’università italiana è tornata a crescere, ha coinvolto 90 atenei, quali università di tipo statale, atenei privati ma anche atenei telematici, tra questi ben 58 hanno presentato un numero di matricole in crescita; per quanto riguarda le statali si è verificato un incremento in 40 atenei, invece le matricole sono calate in 22 università.

L’università italiana è tornata a crescere principalmente al Sud ed infatti al secondo posto della classifica dei nuovi immatricolati, dietro all’Università di Perugia, si posiziona l’Università di Foggia che ha segnato un + 41,7%, i dati hanno evidenziato una crescita importante anche per quanto riguarda i seguenti atenei del meridione: Politecnico di Bari (+16,1%), Messina (+12,7%), Catanzaro (9,7%), Salerno (8,6%), Palermo (8,6%).

Università italiana è tornata a crescere: l’importanza dell’orientamento

L’università italiana è tornata a crescere grazie a diversi fattori che hanno stimolato le iscrizioni presso gli atenei italiani, in particolare un ruolo fondamentale è stato svolto dalle attività di orientamento nelle scuole superiori: le politiche di orientamento pre-universitario si affidano ad una campagna informativa indirizzata agli studenti, che possono in questo modo valutare non solo l’offerta formativa proposta ma anche i servizi a loro dedicati.

Per promuovere ulteriormente un buon sostegno alla crescita universitaria, il governo ha stabilito l’estensione obbligatoria della no-tax area per le famiglie con un reddito inferiore ai 13mila euro e l’incremento del fondo statale per il diritto allo studio a 217 milioni, inoltre per il 2018 è in programma l’assegnazione di 400 borse di studio agli studenti più meritevoli che si trovano a dover affrontare delle condizioni economiche svantaggiate.

Quali altri interventi potranno essere messi in atto dal Miur e dal governo italiano per stimolare l’interesse dei diplomati verso gli atenei italiani?

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